lunedì 26 ottobre 2009

Sigh No More


Per un appassionato di musica come me, Internet è qualcosa di meraviglioso. Saltando da un blog all'altro può accadere di imbatterti, all'improvviso, nel video di un gruppo sconosciuto, e di rimanerne folgorato. Scopri che i Mumford & Sons - questo è il nome del gruppo, proveniente da Londra - hanno appena pubblicato il loro primo disco, dal titolo Sigh No More, e te lo procuri al più presto, due click dopo. Cosa aspettarti, da un gruppo del genere, una band che all'esordio sviluppa una meravigliosa cavalcata folk, capace al contenpo di farti battere il piede a terra e piangere dalla gioia? Tutto il meglio possibile, ovviamente.
E infatti il disco è tutto il meglio possibile, e anche di più. L'intero album, dalla prima all'ultima traccia, è un saliscendi vertiginoso di emozioni, a cui anche il più duro di cuore non può resistere. La prima traccia, Sigh No More, è già un colpo da K.O.: chitarra e voce corale, emozionante, liturgica. Tutto fa pensare ad una lenta, maestosa preghiera, ma proprio quando il pezzo sembra esaurirsi, lasciandoci la pelle d'oca sulla schiena, ecco l'esplosione, e il pezzo assume un tono epico, diventa un'invocazione gioiosa lanciata dal banjo e le percussioni verso l'infinito. Il pezzo finisce lasciando dietro di sé un miscuglio inspiegabile di gioia ed emozione. Questo strano connubio si arricchisce, traccia dopo traccia, assume nuovi colori, tocca punte altissime di pathos (I Gave You All), si rinnova ascolto dopo ascolto. E ascolto dopo ascolto sarà sempre più difficile togliere le cuffie o spegnere lo stereo.
Consiglio questo disco a tutti gli amanti della bella musica, ma soprattutto ai tristi e ai depressi. Ho l'impressione che le emozioni che questo disco può regalare possano fare molto, ma molto bene.

2 commenti:

  1. Ciao sono Edoardo, complimenti per il blog, mi piacerebbe uno scambio link con te. Fammi sapere (magari con un commento sul mio blog), a presto
    Edoardo Gentili Official Blog

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  2. Ciao Alessandro ti ringrazio ti ho aggiunto anch'io! A presto, Edoardo

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