
Siamo alle solite, ma non bisogna stancarsi di ripeterle. Le parole di Massimo Ciancimino non possono fare altro che rimbombare, nella testa di chiunque abbia un minimo di coscienza civile, un minimo di amore per la giustizia. Forse questo signore è solamente un fanfarone che ama apparire nelle prime pagine dei giornali (quei pochi che metteranno le sue parole in prima pagina, sia chiaro). Forse la lettera che Ciancimino Jr. ha sventolato oggi davanti al naso dei giudici è un banale tarocco.
Forse.
Non ho studiato giurisprudenza, ma credo che l'arte del dubbio debba essere coltivata con cura da ogni magistrato che si rispetti. Seguire ogni strada possibile, non lasciare nulla di intentato, scavare a fondo nelle parole e nei documenti. Bisogna fare questo, a maggior ragione, se le parole sono particolarmente pesanti. In questo caso, sono macigni. Lo Stato che tratta con la mafia, il partito più grande d'Italia costruito grazie ai soldi della mafia, Berlusconi che fa affari con la mafia: se anche solo una parte di tutte queste ipotesi fosse vera, sarà tutto chiaro, dalla morte di Falcone e Borsellino alla proposta di legge anti-pentiti. Sarà la conferma che in Italia comanda la mafia, e con la Costituzione possiamo pulirci il culo.
Ma in Italia il dubbio non è ammesso, se si pestano certi piedi. Basta sfiorarli, per provocare reazioni spropositate: Alfano che parla addirittura di "agguato al governo", e a seguire tutti i valvassori e valvassini che riveriscono il padrone. Io mi chiedo di continuo: ma se sono davvero tutte calunnie, tutti complotti, perché non dimostrarlo nella giusta sede, vale a dire l'aula del tribunale? Non possono essere tutti comunisti, i giudici. Sono in malafede se dico che, attaccata al sederino di questi signori, brilla una chilometrica coda di paglia, che rischia di incendiarsi per la scintilla più piccola? Sono in malafede se penso che questa gente sa benissimo la storia per intero, e per questo cerca in tutti i modi di mozzare qualunque mano sia armata di pericolose pietre focaie?
Se è così, tappatemi la bocca.





