martedì 28 aprile 2009

FDL (Festa della Libertà)


Il 25 aprile 2009 è una data da ricordare. Il 25 aprile è diventato il giorno della vittoria assoluta di Berlusconi, della sua genialità, del suo strapotere mediatico. Abbiamo visto la gran pompa dei mezzi di comunicazione soffiare come non mai, per celebrare finalmente il primo 25 aprile condiviso da tutte le parti politiche (quasi), e tutto questo grazie a Lui. Dopo anni di latitanza, l'abbiamo visto indossare un tricolore, elevare i valori della Resistenza, e viene davvero voglia di credergli. Berlusconi è diventato uno statista! Che bello, niente più polemiche, niente più esponenti di destra fischiati (a parte Formigoni, fischi davvero sgradevoli), perché il 25 aprile deve essere il giorno di tutta l'Italia.
Che bello, che bello, che bello!!!!
Già mi immagino il calendario 2010. Il 25 aprile sarà la Festa della Libertà, con il numerino colorato d'azzurro. Già me lo vedo, tra qualche annetto, pronunciare il discorso di fine anno all'Italia. Il degno finale della sua storia, iniziata allo stesso modo, a reti unificate, con l'ormai storica "discesa in campo". Una storia costellata di successi, frasi fraintese, gogne mediatiche da parte dei giornalisti di sinistra, elettori coglioni, persecuzioni giudiziarie, eccetera eccetera eccetera. Ma lui vince, cade, si rialza, da vero "self-made man" si fa le leggi che gli servono, si farà la Costituzione che gli serve, tanto il parere dell'opposizione non conta, e in fondo una Costituzione scritta sotto l'influsso sovietico si può cambiare senza troppi problemi (parole sue). La cambierà, certamente la cambierà, tra gli applausi di quasi tutti gli italiani. Gli stessi applausi che si è preso il 25 aprile 2009, Giorno della Liberazione, stendendosi il tappeto rosso verso il Quirinale.
In fondo un dubbio rimane: è un genio lui, o sono fessi tutti gli altri? Ai posteri l'ardua sentenza...

venerdì 24 aprile 2009

Don Ciotti

Venerdì 17 aprile, Ronco di Cossato, provincia di Biella. La chiesa è piena, tutti ascoltano questo signore parlare di Dio, a modo suo, senza mai nominarlo. Parla della vita nascosta dietro la morte, di persone che si svelano, luminose, quando con tenacia si gratta via la miseria, l'ignoranza, l'indifferenza. Racconta storie che sembrano lontanissime, e scopro che un comune piemontese, Bardonecchia, è stato commissariato per infiltrazioni mafiose. Storie lontane, appunto, a due passi da noi.
La nostra coscienza, il fulcro di ogni cosa. La sua è un'esortazione gentile, ma ferma. Nessuna preghiera, nessuna richiesta d'aiuto, nessuna rivoluzione. Don Ciotti invita ognuno di noi a ribellarci, nel nostro piccolo, alle ingiustizie. Anche le più piccole, le più insignificanti. Tutto parte da noi, dalla nostra capacità di dire basta. Non serve a nulla insegnare, predicare la giustizia. Ci vuole una cultura, diffusa, della legalità. Lui non insegna niente, lui non è un eroe. Don Diana non era un eroe, Borsellino e Falcone non erano eroi. Solo uomini giusti, come tanti altri, sconosciuti, che ogni giorno conducono una piccola battaglia contro l'ingiustizia. La stessa battaglia che ognuno di noi deve compiere, senza clamore, da solo e con gli altri, continuamente. In questo modo l'impossibile diventa possibile.
Sono due ore piene, intense, stordenti. Usciamo dalla chiesa sconvolti, questo signore non ha parlato a noi, ha parlato di noi. Non c'è dubbio, abbiamo partecipato ad una Messa. Una Messa vera, piena di luce e speranza.

mercoledì 15 aprile 2009

La nota stonata


Lo so, è dura da digerire questa vignetta. Vauro ha avuto un certo fegato giovedì sera a disegnarla, davanti ad un pubblico di milioni di persone. Un pubblico atterrito dalle continue immagini di dolore e distruzione, ma anche commosso e un pochino inorgoglito dall'efficienza con cui la macchina organizzativa si è mossa per prestare soccorso. Ci siamo sentiti tutti in dovere di fare qualcosa, nelle nostre possibilità, e la grandissima ondata di solidarietà che subito si è innalzata ha gonfiato ancora di più i nostri cuori. Tutti uniti, per una volta, da Berlusconi al sottoscritto, passando per tutta l'Italia.
In questo concerto così incredibilmente armonico, almeno per le nostre orecchie abituate alle urla di tutti i giorni, come al solito è stato Santoro a stonare, a far storcere i nasi del pubblico. Ha proprio ragione Fini, l'unica nota stonata è stata Annozero. Fini ha continuato, definendola addirittura indecente.
Sì, è stata davvero sgradevole la puntata di giovedì. Una puntata da stomaci forti, ma non per colpa di Santoro, Travaglio e Vauro. Certo, il servizio di Ruotolo è stato davvero di pessimo gusto, denunciare che alcune tende sono state montate con tre ore di ritardo suona veramente fazioso e pretestuoso, ma vogliamo parlare del resto della puntata? La verità è che questi signori andrebbero ringraziati, per averci mostrato cosa succederà sulle macerie abruzzesi, quando i politici e i giornalisti se ne saranno andati. Cosa succederà quando questa unanimità di intenti si sarà dissolta, fra non più di qualche settimana. Non è difficile, perché è già successo, parecchie volte. (qualcuno si ricorda San Giuliano di Puglia, 2002?)
Fini si indigna per Annozero, ma bravo. Io mi indigno perché la prefettura è stata evacuata a mezzanotte, tre ore e mezza prima della scossa più violenta. Evidentemente la situazione non era così "sotto controllo", ma per i telegiornali questa informazione non deve essere stata così importante... sicuramente meno importante dei dati d'ascolto. La Rai si indigna per le vignette di Vauro, irrispettose nei confronti delle vittime e dei loro parenti. Bene, io mi indigno per un'idiota che di notte bussa alle portiere delle auto per intervistare gli sfollati, e fa domande del tipo: "Come mai non avete mangiato oggi? Non avevate fame?". E loro, gli sfollati, sono talmente sconvolti e rispettosi da non avere nemmeno la forza di mandarla affanculo, quell'emerita cretina.
Ma forse queste sono baggianate, rispetto al vergognoso Santoro, che si è permesso di fare un programma di critica. Io spero vivamente che si sia sbagliato, che in realtà L'Aquila e tutti i paesini distrutti saranno ricostruiti in poco tempo e meglio di prima, lo spero con tutto il cuore. Santoro allora farà un programma in cui mostrerà L'Aquila ricostruita, bellissima, solo allora. Invece a quanto pare vogliono fargli fare una puntata "riparatoria", in cui non capisco bene cosa vogliano che dica. Non me lo vedo Santoro entrare in studio e dire: "Perdonatemi, ho detto un mucchio di balle", oppure: "Scusate, sono stato frainteso". Ma questo spiega molto bene la continua distorsione dei fatti che avviene in Italia, distorsione con cui gli italiani convivono bene da molto tempo, peraltro.
E spiega anche perché l'Italia sia, purtroppo, un paese dalla civiltà limitata e dalla memoria molto, molto corta, un paese che non impara mai dai propri errori.

martedì 14 aprile 2009

Se prendete a pugni lo schermo non è colpa mia

Il minuto e mezzo dedicato dal Tg1 ai mirabolanti dati d'ascolto delle varie edizioni dedicate al terremoto abruzzese è già entrato nella storia, ma non è nulla, a confronto di quello che state per vedere. Prima di cliccare su "play", però, fate un bel respiro. Avrete bisogno di tutta la vostra calma.



Piaciuto? Avete trattenuto i conati di vomito e la voglia di prendere a pugni il monitor? Bravissimi, avete un ottimo autocontrollo. E adesso chiedetevi: chi sono i veri sciacalli?

venerdì 3 aprile 2009

Il nero e il verde stanno bene assieme

Quest'uomo ci rappresenta in Europa. Forse non c'è persona migliore per rappresentare l'Italia, in questo momento.