Tornare dopo anni allo stadio è stato bello. I giocatori erano vicinissimi e ci siamo gustati il gol a pochi metri da noi. E sentire tutto lo stadio esplodere, senza commentatori idioti e pagati per dire un elenco lunghissimo di banalità, è qualcosa di impagabile.
La partita è stata difficile, bella, sofferta, ma lo stadio ti libera, puoi urlare quanto vuoi per un gol sbagliato o per uno scampato pericolo. Non ci sono vicini di casa allo stadio, solo una mandria di tifosi infreddoliti, e un buon numero di fanatici, quelli che rovinano la festa.
Prima di entrare abbiamo cenato con pane e salamella davanti ad un chiosco, e mentre ci gustavamo il panino un gruppo di ultras juventini, appostati a pochi metri da noi e dalla polizia, si scaldava la voce. Intonavano cori contro i poliziotti. Le parole erano impastate, poco chiare, come capita spesso con i cori da stadio, ma “sbirri infami” e “polizia di merda” brillavano in quei suoni grassi, tra un battito di mani e l'altro. I poliziotti stavano fermi e impassibili, probabilmente sono abituati a quelle canzoncine, ma mi sono chiesto come si sia potuto sentire ognuno di loro in quel momento. Farsi insultare da una banda di idioti, con l'unico scopo di provocare, mentre si sta lavorando, al freddo, di sabato sera. Qualcuno di loro si chiederà: ma chi me lo fa fare, per la paga ridicola che prendo? Qualcun altro si mangerà il fegato, penserà: aspetto, stronzi, aspetto solo che combiniate qualcosa, uno sgarro, uno solo, e poi vi sistemo, vi legno a sangue, vi faccio saltare tutti i denti. Non credo sia il desiderio di vendetta di un fanatico, ma semplicemente lo sfogo di una persona normale. Una reazione comprensibile, umana.
Attraversare il tornello mi ha emozionato tantissimo. È stato come incontrare un personaggio famoso, che si vede soltanto in televisione. Ho provato ad immaginare quella specie di gabbia rotante piazzata all'ingresso delle poste. Che ridere.
A pochi minuti dall'inizio della partita ci siamo resi conto di essere circondati da fiorentini. L'accento toscano lasciava qualche sospetto da subito, ma è bastato aspettare la prima occasione da gol della Fiorentina per avere conferma. Mi sono chiesto se fossero un po' imbecilli, a incitare i viola ad alta voce, accerchiati da un esercito juventino. In realtà erano tifosi normalissimi, come lo eravamo noi e quelli che ci circondavano, gente che va allo stadio per divertirsi e possibilmente per veder vincere la propria squadra. La partita è stata spassosissima, i toscani hanno sciorinato un'intera enciclopedia di insulti e bestemmie. Forse qualcuno si sentirebbe offeso, ma l'accento toscano riesce a rendere divertente, persino elegante, anche una bestemmia. A fine partita ci siamo salutati. Siamo usciti contenti, ripensavamo al gol di Marchisio e ai poetici insulti toscani. Mi scappa da ridere ancora adesso, se ci ripenso.
Se ripenso al gruppo di ultras, invece, provo solo una gran rabbia.
lunedì 26 gennaio 2009
mercoledì 7 gennaio 2009
Saldi

Oggi è il Grande Giorno. Ho aspettato a lungo questo momento. Ogni anno è un’emozione nuova, ma quest’anno, 2008 d.C., 72 d.S.B.*, è speciale, specialissimo anzi. Quest’anno c’è la Crisi, lo dice ogni giorno la TV, una crisi mondiale. Non ho ben capito perché, dicono che in America un sacco di gente è rimasta senza lavoro, senza casa, senza niente. E sembra che questa crisi sia arrivata anche in Italia, tutti ne parlano, ed effettivamente anch’io sono in crisi. Lo stipendio non mi basta più. L’anno scorso ho comprato un’Alfa 159 JTD da 35.000 € ma non riesco più a pagarla, le rate del finanziamento sono troppo alte. Mi mancano ancora decine e decine di mesi, come farò ad arrivare alla fine del mese? Il gasolio è calato, ma nemmeno più il pieno posso farci, costa troppo lo stesso, per cui non la uso, la tengo parcheggiata in garage. Ogni tanto però vado a lavarla. Cazzo, se avessi saputo che sarebbe finita così non avrei messo i sedili riscaldati e il navigatore, e adesso avrei più di 2.000 € in meno da pagare. Bravo pirla sono stato!
Troppe cose da pagare, troppe, tutti i giorni. È una vita davvero difficile. Ieri mi è arrivata la rata dell’LCD e sono quasi svenuto. Ma ho già trovato la soluzione: non pago il canone Rai. Sono quasi 110 €, ma stiamo scherzando? Tra l’altro non la guardo mai, dato che ho Sky. Sono pure andato a fare richiesta della Social Card ma non me la danno. Sembra che non la diano a nessuno questa Social Card, ma io penso che quelli che davvero la possiedono facciano finta di nulla, fanno gli gnorri, perché fa gola a molti. È così, vero, carogne? Andate a fare shopping alle mie spalle, bastardi! Avete fatto i regali di Natale gratis! E vogliamo parlare delle tasse? La tassa sui rifiuti è aumentata tantissimo, non capisco perché, sono solo e mi sembra di produrne da sempre la stessa quantità, più o meno, eppure è aumentata! Perché, dannazione? Meno male che non ho più l’ICI da pagare, altrimenti sarebbero dolori!
Crisi, crisi, crisi enorme, mastodontica. Ma oggi è il grande giorno. L’ho cerchiato due volte di rosso sul calendario, ho preso un giorno di ferie, ho messo la sveglia presto. Ieri ho lavato la macchina e ho fatto il pieno – 20 €, di più non ci stava, non la uso mai, ho detto. Ma oggi è una grande occasione. Ho liberato il bagagliaio per fare spazio, sto quasi pensando di ribaltare i sedili posteriori, ma forse non servirà. È un problema minimo, perché oggi la Crisi finisce.
Mentre guido mi pregusto la giornata, comprerò tantissime cose indispensabili a prezzi ridottissimi. Che spettacolo. Già mi vedo con l’auto carica di ogni ben di Dio, con la felicità scritta negli occhi. Canto e ballo sul sedile, muovo il volante a ritmo di musica, e quando la musica finisce il radiogiornale mi parla, mi dice che sono stato bravo, che ho fatto del bene a me stesso e a tutta l’Italia, che ho fatto girare l’economia, e mi sento tanto felice e tanto orgoglioso di me stesso…
Freno di colpo. Davanti a me c’è una coda immensa. Il centro commerciale è un puntino lontanissimo, circondato da migliaia di auto luccicanti. Ma dove cazzo va tutta questa gente? Proprio oggi? Non poteva starsene a casa? Suono il clacson ma non serve a niente, inizio a sudare, il volante mi scivola tra le mani. Sto per avere un attacco di panico, giro la testa a destra e a sinistra e vedo macchine, macchine, macchine. Devo andare, fatemi passare, ne ho bisogno, l’economia deve girare! Fatemi girare!
Nessuno si muove, è tutto bloccato, l’economia non gira ma in compenso mi gira qualcos’altro. Sono veramente in Crisi.
*dopo Silvio Berlusconi
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